Expo 2015. Quando va in scena la solidarietà

don Emilio Lonzi e lo chef Paolo Giorgetti a Expo
don Emilio Lonzi e lo chef Paolo Giorgetti a Expo

In quello che fanno “ci mettono il cuore”, ma ci mettono anche la ragione, che è voglia di trasformare la passione in azioni concrete. Don Emilio Lonzi e Paolo Giorgetti sono ristoratori e nel loro locale praticano l’economia di comunione, una cultura economica guidata dalla gratuità e dalla reciprocità. Una cultura del dare che finisce per ridurre la miseria e mitigare l’esclusione sociale, e crea posti di lavoro. Un fare rivoluzionario che cerca soluzioni alla crisi.

via Alfonso Di Vestea, Pescara
via Alfonso Di Vestea, Pescara

La Locanda del Cuore, questo il nome del loro ristorantino in via Alfonso Di Vestea 18, a Pescara Portanuova, è un locale rustico e accogliente, con le volte in laterizio e i mobili in legno. La specialità della casa è la carne, fiorentine, tagliate, hamburger di Angus. Il pesce viene servito solo su ordinazione, perché deve essere rigorosamente di giornata.

La Locanda del Cuore
La Locanda del Cuore

Vari sono gli eventi della settimana: il venerdì, baccalà in tutte le salse, da quello lessato con sughetto e granturco a quello mantecato, dal baccalà al forno con peperone, al baccalà alla livornese in umido e al tortino di baccalà con pinoli e uvetta sultanina su salsa al brandy.

Il giovedì è la volta delle cene medicee con piatti storici e ricette che risalgono al Quattrocento. Sui tavoli, sparsi, i sonetti di Lorenzo il Magnifico. Una specialità è il cibreo di rigaglie su fondo di carciofi, il piatto preferito da Caterina de’ Medici. Ma non mancano ribollite e paté di fegato. Sì, perché lo chef Paolo Giorgetti è toscano, ma vive in Abruzzo da molti anni, dopo aver sposato una teatina conosciuta a una festa otto mesi prima. L’accento no, quello non lo ha perso, e nelle espressioni di disappunto esclama ancora “maremma”. I piatti abruzzesi però li prepara con grande maestria.

gli anellini alla pecorara serviti a Expo
gli anellini alla pecorara serviti a Expo

È un’esperienza assaggiare i tipici “anellini alla pecorara”, i diversi sapori rimangono ben distinti pur armonizzandosi tra di loro, un piatto di grande equilibrio sensoriale.

lo chef Paolo a Expo
lo chef Paolo a Expo

Quella della cucina per Paolo è una vera e propria passione. Figlio di direttore d’albergo a Firenze, in questa città ha frequentato l’istituto alberghiero e ha iniziato a lavorare in estate che aveva 14 anni, a Forte dei Marmi. In seguito ha lavorato a Zurigo, Parigi, St. Moritz, Londra, passando un periodo anche su una nave da crociera. Ancora, è stato in Sardegna e poi nella sua Firenze. In Abruzzo lavorava come primo chef all’Hotel Villa Immacolata di San Silvestro. Fino a quando un giorno il suo amico di sempre don Emilio non gli ha proposto di rilevare un’attività di ristorazione, quella che sarebbe poi diventata La Locanda del Cuore, appunto. E lui gli ha risposto con un semplice “mi garba”.

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Gli garbava perché don Emilio gli proponeva non un affare, ma un progetto di vita e di solidarietà. Il parroco con le sue esperienze ne ha viste tante e ha scelto la vicinanza ai poveri. Responsabile di tre parrocchie pescaresi, tra cui il Sacro Cuore, si è formato nel mondo degli scout e ha frequentato gruppi di volontariato vincenziano. In Diocesi è il direttore dell’ufficio liturgico e in una sua parrocchia ospita preti da tutto il mondo, Corea, Congo, Uganda, Iraq. Va matto per la cioccolata ed è affascinato dalla Ferrari. Intenditore di vini, preferisce il Traminer alsaziano bianco. Mangia spesso gli hamburger, ma solo quelli di Angus argentino preparati dal suo amico Paolo che invece ha assaggiato per la prima volta un Burger King  in un Autogrill mentre raggiungeva Milano per lo show cooking in Casa Abruzzo Expo. Convinto dal giovanissimo staff di Ortovita, dopo averlo mangiato ha detto ironicamente: “mi sono emancipato!”.

Casa Abruzzo per Expo, Brera Milano
Casa Abruzzo per Expo, Brera Milano

L’associazione Ortovita di Rosciano ha chiesto proprio ai due ristoratori, lo chef e il parroco che quando può dà una mano – ma soprattutto degusta le specialità della casa – di gestire lo show cooking a Expo 2015, perché si ritrova nel loro progetto di solidarietà.

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Infatti la Locanda, tolte le spese di gestione e gli stipendi, destina il ricavato a persone in stato di necessità, paga bolli e assicurazioni auto, le cure mediche, gli arretrati di affitto delle case, acquista elettrodomestici per chi non ha acqua calda o muore di freddo. Non solo. Ha dato lavoro a quattro dipendenti che venivano da situazioni di disagio e che difficilmente avrebbero trovato un impiego, e ora hanno recuperato serenità ed entusiasmo. Ma già con il rilevamento del locale i due ristoratori avevano evitato che i precedenti gestori finissero sul lastrico.

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Per questo quando hanno aperto a Natale scorso molti mezzi di informazione ne hanno dato notizia, dalle testate di Rai1 (clicca per vedere il servizio) e Rai2 ai giornali e quotidiani più diffusi. Solidarietà, buona cucina, prezzi contenuti e accessibili a tutti hanno fatto di Paolo e don Emilio due star della ristorazione.

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Al di là delle parole, sono i loro occhi a comunicare serenità e gioia: “la soddisfazione mi raggiunge ogni sera, quando chiudo gli occhi. È bello, è una sensazione che non si può descrivere”, dice Paolo. Una sensazione trasmessa nei suoi piatti e che danno un’atmosfera speciale alla Locanda.

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